Abstract
<jats:p>Il capitolo analizza l’esperienza migrante nel fumetto statunitense, considerato come un medium privilegiato per l’analisi dell’alterità. La rappresentazione, tanto metaforica quanto storica, della migrazione, dei margini, della mostruosità e della diversità è, infatti, da sempre un elemento significativo della sua narrazione. Dagli esordi sul finire del XIX secolo fino alla produzione contemporanea, i corpi migranti hanno attraversato numerose trasformazioni nella nona arte, passando dall’incarnare ruoli subordinati, caricaturali e negativi a divenire progressivamente figure più complesse, intersezionali, consapevoli e criticamente potenti, in un processo che riflette e accompagna le trasformazioni storiche, politiche e culturali della società. Il fumetto, in particolare quello supereroistico, viene qui utilizzato per analizzare le dinamiche dell’esclusione, dell’integrazione e della violenza sistemica nella storia statunitense, mostrando come i corpi migranti diventino, soprattutto a partire dalla Bronze Age (anni '70-'80) e con maggiore forza nel XXI secolo, un luogo di resistenza, riappropriazione identitaria, e di critica delle gerarchie di potere e dell'ingiustizia strutturale, senza escludere questioni di razza, genere e classe. La riflessione è promossa attraverso l’analisi di alcuni iconici personaggi immaginari migranti, stranieri o marginalizzati, dall'iconico Yellow Kid, bambino di origine irlandese che vive in un multietnico sobborgo di New York, e il celeberrimo Superman, alieno incarnazione del mito statunitense proveniente dal pianeta Krypton, a figure più recenti come Miles Morales, il primo Spider-Man afro-latino, Kamala Khan/Ms. Marvel, supereroina pakistano-statunitense, e America Chavez/Miss America, supereroina queer di origini latino-americane. Il fumetto racconta frequentemente le paure, i pregiudizi, le speranze e le aspirazioni che circondano le migrazioni, trasponendo in mondi fantastici o fantascientifici le lotte e i problemi affrontati quotidianamente da milioni di persone escluse o considerate “illegali”. Attraverso tali narrazioni, il medium promuove inclusione ed empatia, mettendo in discussione i sistemi socio-politici che rendono possibili discriminazione, ingiustizia e razzismo.</jats:p>